IL CHOW CHOW CHE SI CREDE UN MALTESE di Roberta

 

Avete mai sentito parlare della “Sindrome da Maltese”? 
È una nuova patologia mentale in fase di accurato studio e ricerca da parte di un accreditato gruppo di ricercatori specializzato in disturbi della personalità del proprio cucciolo (la premiata ditta Mauro & Roberta).
Gli studi preliminari, nati da una attenta osservazione di un esemplare di chow maschio negli ultimi 9 anni, hanno portato i suddetti ricercatori a definire e proporre al “mondo scientifico” questa nuova interessante sindrome.
Descriviamo di seguito una sintesi degli studi ed osservazioni condotti. Si fa presente che lo studio è ancora in corso ed è ancora inedito, riteniamo comunque far cosa gradita al mondo degli amanti del chow chow presentare in anteprima le nostre scoperte.

SINTESI DELLO STUDIO
Riferimenti : standard di razza, in particolare si cita dal sito Chow Chow Italia:
Comportamento/Temperamento
Cane calmo, buon guardiano, lingua nero-bluastra, unico nella sua andatura "sui trampoli".
Indipendente, fedele ma distaccato”

Aspetti esclusi dallo studio e non in discussione
In quanto a lingua nera, andatura sui trampoli, guardiano e fedeltà: il soggetto ha mostrato di rispondere da subito e nel tempo a questi requisiti. Questi aspetti non subiscono modifiche nel corso della ricerca, e non sono oggetto del presente studio.

Soggetto esaminato: chow chow maschio, nero, età attuale 9 anni, peso attuale 38 Kg.
Inizio delle osservazioni: gennaio 1994, età soggetto 9 settimane, peso 7,5 Kg.
Il soggetto, nel gennaio 1994, entra a far parte di una famiglia composta da 2 adulti ed una chow femmina di 11 mesi. Il fagotto peloso viene posto in osservazione.

Primo anno di osservazione
Cane calmo
Il cucciolo introdotto in casa si dimostra abbastanza calmo, si direbbe al limite della pigrizia, no forse decisamente pigro.
Durante le passeggiate in montagna, inizia con un’esagerata prestazione di forza e dinamica nei primi 10 minuti, un calo di esuberanza e nella successiva ½ ora un tranquillo trotterellare vicino al padrone.
Dopodiché comincia a mostrare la stanchezza cronica ed il rifiuto a proseguire. Un atteggiamento del tipo: “io ora mi siedo qui in mezzo alla neve, anche se è fredda gelata, e non muovo più nemmeno un passo. Se proprio vuoi che torniamo a casa prendimi in braccio”.
Il tenero cucciolo di 8 kg si trasforma rapidamente in un cucciolone di 20- 25 kg.
Di prenderlo in braccio non se ne parla neanche, ma si mette in evidenza perché ottiene sempre il titolo di ultimo della fila ed ultimo arrivato in tutte le camminate di famiglia.
Cane indipendente
Il cucciolo fin dal secondo giorno (esatto, non dal primo…ma questa è un’altra storia), dimostra un attaccamento spassionato alla sua compagna chow, che ha verso di lui atteggiamenti teneri ed affettuosi (un po’ mamma adottiva). 
Inoltre dimostra grande passionalità nei confronti della famiglia umana, per cui prova slanci di amore incondizionato testimoniati da testate sulle gambe degne di un piccolo ariete. Certo, è indipendente, però a tutto c’è un limite: se lasciato solo in casa per oltre 10 (dico ben 10!) …minuti, cede alla disperazione più profonda con guaiti e piccole abbaiate che incrinerebbero il cuore di Crudelia Demon.
Cane distaccato
Mi viene un po’ da ridere!! ah ah ah.
Scusate, la scienza mi impone un certo rigore...
Le prime settimane rischia più volte la vita, viaggiando pericolosissimamente vicino ai piedi in movimento per casa, poi, per fortuna, le dimensioni raggiunte lo mettono al sicuro da questa tragica fine.
Il cucciolo dimostra da subito che la sua postazione preferita per sedersi o dormire è sui piedi della sua padrona, o attaccato al letto, o comunque il più vicino possibile alla postazione degli umani. Comincia a perfezionare l’arte di “fondersi” con la base o il fianco del divano.
Bisogna ammettere che segue comunque senza infrazioni, come la compagna pelosa, la ferrea regola: accesso libero per tutta la casa, unici posti proibiti sopra il letto e sopra i divani.

Dal secondo anno di osservazione in poi
Oltre ai fatti e comportamenti sopra citati, che proseguono nel tempo, è dopo i due anni che compaiono i primi segni della particolare sindrome da cui questo peloso soggetto è clamorosamente colpito.
In una tranquilla serata primaverile, i due umani se ne stanno tranquilli sul divano, uno accanto all’altro. Il soggetto è come al solito nei pressi. Ad un tratto si alza, si posiziona davanti alla padrona, la guarda... e poi con grande disinvoltura le appoggia le due zampone anteriori sulle gambe, fa un piccolo balzo e le si accoccola in grembo... Più che altro, date le dimensioni del peloso, la sommerge.
Momento di stupore, poi il soggetto invitato a scendere obbedisce.
Da quella prima volta il fenomeno periodicamente si ripete. 
Dopo aver a lungo osservato la scelta della tempistica, le modalità di approccio all’umano, e soprattutto le fasi di “accoccolamento” , siamo giunti alla seguente conclusione.

Conclusione
Il soggetto è affetto dalla “Sindrome da Maltese”!
In certi momenti subisce un qualche genere di disturbo nella sua normalmente quieta testolina e cede il posto alla sua seconda personalità: il soggetto pensa di essere un cane Maltese!!!
Come ogni Maltese che si rispetti ritiene suo buon diritto essere tenuto in braccio, e stare seduto in grembo alla sua padrona, a cui pretende anche di appoggiare addosso la sua testolina per qualche affettuosa carezza. 
Lascio all’immaginazione di chi ci legge il figurarsi un chow nero di 40 kg che disintegra le cosce della sua padrona mentre la sovrasta con tutta l’enorme testa dotata di criniera, tentando di leccarle la faccia.
Giunto all’età di 9 anni, il soggetto continua ad avere qualche crisi con frequenza di 2-3 mesi, la padrona con uguale frequenza rimedia qualche ematoma sulle gambe, ma nonostante tutto continuano a vivere tutti insieme felici e contenti.

Consigli per i possessori di chow:
Attenti a quel che si dice di questa razza schiva, distaccata, indipendente... dietro il vostro chow potrebbe in realtà nascondersi un terrificante maltese affamato di coccole ed affetto.

Bibliografia
Mi dispiace ma non posso citarla, verrei condannata dal Gran Giurì per spudorata pubblicità. 

Scuse e ringraziamenti
1. Mi scuso con il mondo scientifico reale e mi assumo tutta la responsabilità degli errori ed orrori del mio studio.
2. Mi scuso con l’allevatore del soggetto, alla cui insaputa è stato condotto questo studio.
3. Ringrazio l’allevatore del soggetto, per aver allevato questo e tanti altri cuccioli talmente amorevolmente da renderli così “difettosi”.
4. Ringrazio ancora l’allevatore per aver un giorno rifilato un soggetto di nome Long Huo ad una famiglia a lei ben nota.
5. ed ultimo, ma non meno importante, un ringraziamento al marito della succitata padrona del soggetto, per averla salvata dal “travolgente” amore del suo cucciolo in tante occasioni.

OGNI RIFERIMENTO A FATTI, PERSONE ED ANIMALI REALMENTE ACCADUTI ED ESISTITI E’ ASSOLUTAMENTE VERO.

Roberta

 

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