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Cara Isa, tu sai praticamente tutto dell’idillio tra me e Goretto, dei problemi che abbiamo avuto all’inizio, quando l’ho portato a casa che era già adulto e con un caratteraccio terribile, e di come poi con amore e pazienza infinita si è risolta ogni cosa e lui è diventato un cane dolce e sereno. Quanta fatica per fargli capire che volevo diventare sua amica, e farlo smettere di ringhiare quando lo avvicinavo! E pian piano le grandi soddisfazioni… il suo affetto smisurato e riservato al tempo stesso, il suo modo cortese di “piegare” tutta la famiglia ai suoi voleri, e poi le manifestazioni Enci e addirittura un insperato C.A.C.I.B. alla veneranda età di nove anni. Il mio cruccio le sue allergie: ti ricordi quante volte ho sommerso te e tutta l’A.N.I.C.C. di e-mail chiedendovi aiuto? E’
morto per eutanasia, aveva un tumore allo stadio terminale, e farlo
sopprimere pur di non farlo soffrire mi è costato quanto strapparmi un
braccio. Quando è morto, 40 giorni fa, ho detto “MAI più un altro
cane”. Ho pianto allo sfinimento, e da quando ho poggiato l’ultimo
sasso sulla sua piccola tomba, sotto una pianta di olivo in una
proprietà di famiglia dove andavamo a passeggiare, mi sono imposta di
soffocare quel dolore così bruciante e, ad esclusione dell’altro mio
cane, evitare accuratamente ogni contatto con altri cani e soprattutto
con le foto di Goro. Ma qualche ora fa, frugando per cercare dei
documenti, ne è saltata fuori una, col suo musino sonnecchioso, e mi si
è stretto il cuore mentre lacrimoni son rotolati giù prima che
riuscissi a fermarli. E adesso con una montagna di sue foto e di scottex
sparsi sulla scrivania ti scrivo questa lettera, per sfogarmi un po’,
e per dirti che piangerò ancora ripensando al mio adorato Goro ma che
sento di nuovo nascere quell’ insano desiderio di avere un piccolo
rompiscatole peloso per casa. E perché
so che almeno qua, nessuno mi apostroferà con l’odiata frase: è SOLO
un cane! Gloria |
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