BOTTA e RISPOSTA di Roberto

 

 

CARO AMICO PADRONCINO TI SCRIVO…


Carissimo mio amato amico,
ho deciso di scriverti a quattro zampe questa mia lettera, per esprimerti la mia più profonda gratitudine per la lealtà che hai avuto in tutti questi 14 anni di vita vissuta zampa a gomito, sempre insieme. Uniti. Soffro di artrosi, caììììììì, caììììììì, le mie zampe, quando devo uscire insieme con te a fare la solita nostra passeggiata in pineta, tremolano un pochino e i miei occhi sono leggermente velati per la vecchiaia. Già. Quegli stessi occhi color cioccolata che spesso in questo periodo ti osservano con grande attenzione. A volte mi domando come hai fatto e perché. Come hai fatto a sopportare tutte quelle mie “puzze”, le mie malattie, la continua lotta con zecche e pulci che durante l’estate, nascondendosi tra il mio folto pelo, tentano di fare dei “festini” a sbafo con il mio sangue; e poi ancora, il mio russare la notte a mo’ di trattore proprio come voi umani (rooonf, rooonf), le decine di liti furibonde grrrrrrrrrrrrrrrr, grrrrrrrrrrrrrrrrr, con i miei nemici di quartiere più accaniti per contendersi la bella dell’isolato e dalle quali il più delle volte uscivo con le ossa rotte. Per non parlare dei capitali che hai speso per me dal quel “cattivello” che è il mio medico, sempre pronto a infilzarmi con un ago che ai miei occhi di cane somiglia più a una baionetta; oppure a palparmi con forza (neanche fossi una graziosa signorina), pancia e orecchie per controllare il mio stato di salute.
A proposito di salute. Volevo dirti grazie. In tutti questi anni, oltre ad esserti preso cura di me, portandomi sempre a spasso con te a fare delle lunghe passeggiate nei nostri luoghi preferiti (spiaggia d’inverno e sentieri isolati della pineta al mattino presto), mi hai fatto mangiare sempre bene. Tante pappe, consapevole del fatto che, ahimè, tanti miei amici meno fortunati non se la passano così bene e, oltre a non avere una cuccia, sono costretti ad accontentarsi, quando ne trovano, dei pochi rimasugli trovati tra i rifiuti riposti nei cassonetti.
Uaù, uaù, uaù, arf, arf, arf. Sai che ti dico? Sono proprio contento se penso a tutte le nostre vacanze trascorse insieme. Al mare, in montagna, oppure a casa. Tonc, tonc, tonc. No, non preoccuparti non sto sbattendo il mio muso contro la porta, ma è solo il rumore della mia coda che ora per la gioia si muove veloce come un pendolo, sbattendo su una zampa del tavolo di legno della cucina.
Penso solo a me e a te sul divano ad ascoltare il nostro cd preferito di Michael Nymann, mentre sgranocchiamo qualche biscotto secco, di quelli che a te piacciono tanto mio caro amico anche se ti fanno venire la tosse secca, mentre e me puliscono ben bene i dentoni. Cos’altro vuoi che ti dica se non che… beh mi sento davvero fortunato, perché non mi hai mai abbandonato e perché so che non lo farai mai. Sei il mio migliore amico, perché sei leale e sincero e perché, anche se a me questo termine non piace, sei proprio un bravo padroncino, forse il migliore che io conosca; probabilmente l’ultima persona che vedrò davanti ai miei occhi stanchi; quando giungerà l’ora in cui anche io dovrò lasciare, seppur a malincuore, questo corpo peloso, grazie al quale ho potuto amarti fino ad oggi.

Caro Shari,

mentre ti rispondo i miei occhi sono un po’.. beh, si anche se mi imbarazza ammetterlo, annebbiati dall’emozione e dalle lacrime che mi scorrono sul volto, fino a raggiungere con un rivolo la mia bocca che ora sa di sale. No, questo da te proprio non me lo aspettavo. Mi aspettavo un po’ di parassiti in casa, sacco di pulci che altro non sei, perché è così che mi piace chiamarti affettuosamente, lo sai. Mi aspettavo qualche tua solita “loffa” post-colazione, assassina del mio olfatto. Mi aspettavo la zampa del mobile rosicchiato dai tuoi famelici morsi e la porta rigata da una tua zampata affettuosa. Ma non una lettera così smielata indirizzata a me. Sono felice. Il mio cuore è gioioso, palpita energicamente, sembra quasi che da un momento all’altro voglia uscire dalla sua sede, incastonato com’è tra le costole, per animarsi, parlare e gridare al mondo intero:
“Sapete che è bellissimo avere un cane come il mio Shari? Sapete che per quanto banale potrà sembrarvi, è proprio vero che il cane è il migliore… il migliore amico in tutto!
No, non ringraziarmi per tutto quello che ho fatto. Te lo meriti. Punto. Non posso elencare ora tutti i motivi, non puoi chiedermi questo, non basterebbero cinquanta di queste pagine, ma posso dirti una cosa. Lo rifarei. Sì, ti riprenderei e, se potessi, vorrei ri-vivere altre 10, 100 volte la mia vita con te gomito a zampa, così come hai scritto tu di tua zampa. E sai perché. Perché, sì, sarà anche vero che a volte, quando con il tuo arf, arf, arf, ti avvicini per leccarmi la guancia (neanche fossi un cono gelato), il tuo alito è davvero pesante. Pesante e puzzolente come quello di un Dinosauro (lo dico sempre, ma chissà poi se ai dinosauri puzzava veramente l’alito…). Ma è proprio quella una delle tue caratteristiche che amo di più. Proprio cosi, caro Shari. La tua puzza, il tuo fetore che ti si concentra tutto intorno a quel tuo musetto gonfio di peli rosso-fulvo, ora screziati di bianco che io a volte non lavo quasi apposta…!!!.
Sei stato tu a darmi conforto sempre, anche nei periodi peggiori della mia vita.
Sei stato tu che con la tua goffaggine sei riuscito a strapparmi un sorriso anche nei momenti più duri, nei quali la mia consapevolezza di essere umano era messa a dura prova perché afflitta e tormentata da mille dubbi esistenziali. Sei stato tu che sei riuscito a colorare le mie vacanze, che abbiamo trascorso sempre insieme. Motivo per il quale non riuscirei più a fare a meno di te quando mi sposto. Con qualsiasi mezzo. Sei stato tu che puntualmente mi hai sempre aspettato sulla porta e al solo vedermi rientrare mostravi di essere davvero felice con quel tuo arf, arf, arf, per il solo fatto che io, Roberto, il tuo amico e compagno di mille avventure ero tornato a casa da te, “brutto” puzzolente peloso che altro non sei… .
Grazie per avermi scelto e regalato questi meravigliosi 14 anni (e a cui spero se ne aggiungeranno ancora molti altri), e avermi insegnato tante cose che altrimenti, senza te al mio fianco, in questo mondo così bizzarro, lungo il mio percorso da bipede non avrei mai compreso.
Grazie Shari, mio grande e unico vero amico..

Roberto

 

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