Max di Max (Paolo)

 


La mia Mamma fin da bambina era affascinata dai Chow Chow, ma in Liguria dove abitava Lei non ce ne erano. Così quando conobbe il mio Papà (Milanese) e si trasferì a Milano, cominciò a chiedere in regalo un Chow Chow.
Quando Mamma e Papà passavano davanti alla vetrina di un negozio di animali e Mamma vedeva un cucciolo di Chow Chow chiedeva insistentemente a Papà di comprarlo. Papà trovava mille scuse e il cucciolo di Chow Chow rimaneva là in vetrina.
La Mamma, testona, non si arrese, e una domenica decisero di fare una passeggiata con la bicicletta sul Ticino (si erano trasferiti a Pavia). C’era la fiera del 6 giugno e decisero di visitarla. Al termine della lunga coda delle bancarelle c’era quella dei cani. Mamma impazzì di gioia, cercò con gli occhi in mezzo a tutti quei cuccioli dei Chow Chow e lì c’ero anche Io.
Mamma mi vide, il venditore aprì la gabbietta e mi mise in braccio a Lei e fu subito amore! Lei non si staccava da me e io non mi staccavo da Lei, Papà cedette (evviva, evviva, evviva) e mi portarono a Casa.
Io avevo molta paura a dire la verità perché ero già grandino quasi di 4 mesi, il mio fratellino era stato venduto pochi giorni prima ad una altra famiglia di Milano, quindi ero triste, solo ed impaurito. La gabbietta dove stavo era diventata piccola e non sapevo camminare tanto bene.
I primi due giorni arrivato nella nuova casa li passai nascosto sotto il tavolinetto della camera da letto della Mamma e del Papà. Loro mi portavano fuori ogni due ore ma io la pipì la facevo sotto il tavolinetto e la pipì arrivava fin sotto al letto. La Mamma non mi diceva niente , mi prendeva in braccio, mi asciugava e mi coccolava, mi tranquillizzava. Li allora ho capito che non dovevo avere più paura. Ci vollero molti mesi perché imparassi a camminare per bene (io ero e sono anche un po’ pigro a dire il vero !), così Mamma, Papà e anche lo Zio mi portavano in giro in braccio e quando ero diventato un po’ più grande e pesante la Mamma mi portava a passeggio dentro la borsa carrello della spesa e io, appeso con le zampine anteriori al bordo ero tutto felice.
Io per la mia mamma sono il suo Patatone, il suo Bimbo, la gioia della sua vita, il suo amore. A volte mi chiama “Amore mio” e Papà chiede : “... chi Io..?” e la Mamma : “... no, Max !” .
Quando mi sono ammalato avevo poco più di 9/10 mesi. Il veterinario sbagliò a darmi un farmaco ed io stavo morendo. Stetti malissimo per più di 15 giorni. 
Mi fecero di tutto: prelievi, raggi, flebo ma nulla migliorava, anzi. A casa tutti erano disperati, Mamma e Papà piangevano ed anche Tia la gatta mi guardava con aria tenera. Io per 5 giorni non bevvi oltre a non mangiare da più tempo.
La lingua mi si feriva e mi sanguinava, vomitavo anche 20 volte al giorno e me ne stavo accucciato sulla coperta con lo scialle che mi copriva, dovevo stare al caldo. La Mamma stava in terra sulla coperta con me e mi abbracciava, coccolava e mi cantava le ninna nanne e piangendo mi diceva di non morire. Loro non dormirono e non mangiarono per tutto il tempo che io stetti male. Alla fine quando per me sembrava non ci fosse più nulla da fare, il veterinario disse alla mia Mamma di di darmi come ultima risorsa delle pastiglie (protettore gastrico) e fu la mia salvezza.
(Ah e Mamma e Papà cambiarono anche veterinario !)
Io da quel giorno non sono più stato male ma mi e’ rimasto lo stomaco delicato, non posso prendere freddo al pancino.
Ora ho 5 anni, sono forte, bello e un po’ grassottello, Papà dice che sono di taglia grassa. Amo la mia famiglia, adoro la mia Mamma e anche la nuova arrivata, mia sorella Chiara che e’ una Chow Chow bianca con le orecchie crema e che ha ora 2 anni. Ma non sapete cosa ho dovuto sopportare nei primi mesi. Ma questa e’ un’altra storia e ve la racconterà lei.

Max

 

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